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Una riflessione di Luciano Balbo, presidente e co-fondatore di Oltre Venture, sui dati del venture capital italiano elaborati da ScaleIt, e le prospettive di crescita delle scaleup italiane nell’ambito degli investimenti a impatto sociale.

Non è una novità: il mercato del venture capital italiano è ancora poco sviluppato rispetto ad altri Paesi. A ricordarcelo è l’ormai consueto appuntamento con l’Osservatorio sugli investimenti Venture Capital di ScaleIt: nel primo semestre 2020 i VC italiani e internazionali hanno investito in aziende tech italiane o fondate da italiani e con sede in Italia un totale di 240 milioni di euro, rispetto ai 313 milioni di euro di un anno fa (-23%).

Il dato più interessante, tuttavia, è un altro: a fronte di una crescita ormai costante del numero di startup innovative registrate all’albo, il numero di scaleup è rimasto pressappoco invariato negli ultimi anni, attestandosi tra le 100 e le 120 unità. “Siamo di fronte – commentano gli autori del report in un articolo su Repubblicaa un mercato che stenta a produrre scaleup che possano giudicarsi round da almeno 5-10 milioni”.

Un modello di venture capital “operativo”

Questa immaturità è ancora più evidente nel mercato degli investimenti a impatto sociale, in cui Oltre Venture opera: sebbene la necessità di innovazione sociale in settori come la sanità, l’educazione e più in generale i servizi alla persona sia sempre più diffusa, nondimeno questo mercato è ancora tutto sommato “nuovo” nel nostro Paese.

Oltre Venture, in questo contesto, svolge un ruolo di venture capital “operativo”: il nostro metodo di lavoro si basa sulla capacità di individuare i settori e i bisogni sociali più urgenti, e di attrarre quelle persone competenti e motivate a una svolta imprenditoriale nella propria vita che si dimostrano in grado di sviluppare insieme a noi aziende basate su modelli di business innovativi, sostenibili e scalabili nel tempo.

Centro Medico Santagostino e Wonderful Italy: due esempi significativi

Anche se la gestione della società rimane in capo al team operativo, il nostro approccio ci porta quindi a diventare veri e propri “co-imprenditori” delle aziende presenti nel nostro portafoglio: la scalabilità del business diventa in questo senso una conseguenza diretta della sempre più stretta collaborazione tra imprenditori e investitori, e della capacità di questi ultimi di saper identificare i bisogni “reali” delle persone e le soluzioni imprenditoriali più adatte a questi ultimi. Il Centro Medico Santagostino e Wonderful Italy sono due esempi, significativi, di questa metodologia di lavoro.

Luciano Balbo
Presidente di Oltre Venture

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