Cloud-R

La testimonianza di Ruggero di Maulo, fondatore di Cloud-R, l’azienda che ha sviluppato una soluzione completa al problema della gestione dei dati nell’ambito della ricerca sulle malattie rare.

Un registro digitale in cloud che facilita la condivisione dei dati tra medici e pazienti nell’ambito della ricerca sulle malattie rare, fornendo un supporto per quanto riguarda la sicurezza e la corretta gestione del dato a livello legale. Cloud-R, fondata da Ruggero di Maulo e nel portafoglio di Oltre Venture, è oggi uno dei più importanti registri online al mondo nel settore delle malattie rare, attivo in più di 5 Paesi e con oltre 10.000 “eventi” raccolti dal momento della sua fondazione nel 2017.

Ruggero, qual è la soluzione proposta da Cloud-R nel campo delle malattie rare?

Quella di fornire al mercato sia la tecnologia di cui aveva bisogno per la raccolta del dato, sia un modello scalabile e personalizzabile di gestione di quest’ultimo all’interno di una stessa piattaforma. Siamo noi che produciamo il software, noi che ne assicuriamo il mantenimento, e siamo sempre noi a occuparci degli aspetti legali e di cybersecurity legati al trattamento di dati sensibili.

Che cosa cambia dal punto di vista dei pazienti?

Il nostro obiettivo è quello di coinvolgere in prima persona il paziente, rendendo quest’ultimo partecipe del processo di raccolta dei dati e consapevole del modo in cui questi ultimi vengono effettivamente utilizzati e valorizzati. In questo modo cambia anche la relazione tra medico e paziente: gli scambi diventano più frequenti, e aumenta il numero e la qualità dei dati raccolti (le cartelle cliniche tradizionali raccolgono solo l’8% dei dati che sarebbero necessari alla ricerca sulle malattie rare).

Cloud-R
Ruggero di Maulo, founder di Cloud-R.

Qual è stato il ruolo di Oltre Venture?

In Oltre Venture ho trovato non solo degli investitori, ma anche delle persone che conoscono bene il settore sanitario e le specificità di quest’ultimo. Grazie a Oltre Venture ho imparato a concentrarmi sulle relazioni e le occasioni di business più importanti, recuperando parecchio tempo ed energie da attività che prima dedicavo su iniziative troppo piccole per poter diventare scalabili.

Qual è stato il percorso che ti ha portato a diventare imprenditore?

La mia storia professionale inizia negli anni Ottanta, con una formazione da ingegnere chimico e lunghi anni dedicati alla gestione di processi complessi a livello industriale e dell’implementazione di sistemi SAP a livello globale. Solo dieci anni fa sono diventato un imprenditore a tempo pieno con la creazione di Artexe, un’azienda oggi leader nell’ambito della digital trasformation del settore sanitario e prima azienda non startup entrata a far parte dell’ecosistema tecnologico del Polihub.

Fino all’incontro di due anni fa, che ha cambiato tutto…

Quello con Marco Cicardi è stato un incontro fondamentale, per entrambi. Il dottor Cicardi, direttore del dipartimento di area medica del Fatebenefratelli-Sacco di Milano, mi aveva chiamato a far parte di un progetto di ricerca basato sulla raccolta dei dati forniti dai pazienti affetti da una malattia rara, l’angiodema ereditario, che stava andando incontro a difficoltà quasi insormontabili dal punto di vista della compliance in ambito GDPR.

Ed è qui che hai avuto l’intuizione che avrebbe poi portato a Cloud-R.

La mia esperienza sulla complessità organizzativa di aziende multinazionali e le competenze maturate in ambito startup tecnologiche (approccio Agile e focalizzato sulla User-Experience, cloud computing e così via) mi hanno portato a sviluppare una proposta che non si limitava allo sviluppo di un nuovo software, ma che comprendeva la soluzione di problemi organizzativi complessi (dagli aspetti di cybersecurity a quelli legali, GDPR incluso). È stata una visione e una scommessa: da un lato l’intuizione di ragionare in termini di processo, in un settore dove per ognuna delle ottomila malattie rare bisogna fare i conti con ottomila ecosistemi diversi di medici, pazienti, ricercatori; dall’altro che questo modello avrebbe trovato una sostenibilità economica grazie all’immenso valore dei dati raccolti. Oltre Venture è stato il primo a credere in questa scommessa.

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