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Mulgan: «L’innovazione sociale ha origine dalla “confusione”»

7 maggio 2018 - 15:50

«Ho un background piuttosto confuso che forse mi rende molto adatto a questi tempi confusi», ha spiegato il Ceo di Nesta, aprendo il discorso che ha tenuto al TED nel 2009all’indomani di quella crisi finanziaria che, appena pochi mesi prima, aveva stravolto il mondo. E proprio in quell’occasione, Mulgan, fondatore tra l’altro di Demos, il primo think tank britannico sulle politiche sociali, aveva identificato quel momento di crisi come l’opportunità di cambiare finalmente il paradigma economico, trasformando la società dei consumi in una società capace di rispondere ai bisogni reali delle persone. La chiave del progresso è nella felicità dei cittadini, ma tutto parte dal caos.

 

Il progresso deve portare felicità, se no non è progresso

 

È proprio quest’idea che spinge Mulgan ad occuparsi di innovazione sociale. «Avevo iniziato ad interessarmi del rapporto tra politiche pubbliche e felicità all’inizio degli anni novanta, quando conducevo un programma radio per la BBC. Intervistai fior fior di psicologi e analisti, ma quando provavo a coinvolgere i politici nessuno sembrava interessato». Eppure Mulgan non si arrende, è sicuro che sia proprio questo uno dei temi chiave delle politiche pubbliche del futuro. Con Demos, il think tank da lui fondato, inizia ad occuparsi di questo e nei primi anni duemila contribuisce alla ricerca dell’OCSE sullo sviluppo di altri indicatori oltre al PIL. Piano piano, con un lavoro di advocacy e sensibilizzazioneanche la classe politica inizia a capire l’importanza del tema. Nel 2004 quando diventa direttore della Young Foundation, la principale istituzione britannica che unisce impatto sociale e innovazione, Mulgan lancia una sperimentazione per attivare laboratori di resilienza e felicità nelle scuole. «Fino a poco tempo fa si pensava che la felicità dipendesse da cose fuori dal nostro controllo, come lo stato della nostra salute o lo stato delle nostre relazioni. In realtà ci sono aspetti che possono essere insegnati o coltivati», ha spiegato, sottolineando che in realtà un margine di controllo, seppur limitato, può essere esercitato curando i rapporti con gli altri e conducendo uno stile di vita sano, ad esempio, tutti temi chiave dellinnovazione sociale.

 

 

Ciò che bisogna cambiare è l’approccio al problema, per fare questo bisogna sperimentare.

Geoff Mulgan, ceo di Nesta

 

 

«David Cameron venne a vedere uno dei workshop nelle scuole e decise di inserire proprio la felicità e il benessere delle persone tra gli elementi più importanti del suo governo. È stato un passo importante, un cambiamento di paradigma».

È partendo dal concetto di felicità e soddisfazione che Mulgan ha sviluppato alcuni dei suoi esperimenti di innovazione sociale più interessanti, tra questi le Studio Schoolsun nuovo modello di istituti superiori pubblici per ragazzi dai 14 ai 19 anni in connessione con il mondo del lavoro, sviluppata all’interno con la Young Foundation. «La domanda da cui eravamo partiti era: come facciamo a trasformare la scuola in un posto in cui i ragazzi che hanno difficoltà possano andare volentieri?», ha spiegato. «Abbiamo trasformato la scuola in un posto di lavoro, in cui ai ragazzi venivano insegnati mestieri concreti, coinvolgendoli nelle attività delle imprese locali. Il risultato è stato incredibile. Molti di quelli che nel curriculum tradizionale avevano avuto problemi, in questo modello scolastico sono diventati tra gli studenti migliori. È una lezione importante. Significa che, a volte, ciò che bisogna cambiare è l’approccio al problema, per fare questo però bisogna sperimentare».

 

Leggi l’articolo completo qui https://www.morningfuture.com/it/article/2018/04/20/geoff-mulgan-nesta-social-innovation-politiche-sociali/274/